Pressofusione di alluminio per componenti automotive in Emilia-Romagna
L’Emilia-Romagna rappresenta uno dei territori europei maggiormente identificati con l’industria automobilistica e motociclistica.
Dietro ai marchi che hanno reso famosa la Motor Valley esiste una filiera produttiva molto più ampia, costituita da imprese specializzate nella progettazione, nella meccanica, nelle lavorazioni e nella fornitura di componenti destinati alla costruzione dei veicoli.
All’interno di questa catena produttiva, l’alluminio pressofuso trova applicazione nella realizzazione di numerosi particolari nei quali leggerezza, geometria, ripetibilità produttiva e possibilità di realizzare grandi serie devono essere considerate insieme.
Per un’azienda della filiera automotive, la scelta della pressofusione non parte però dal materiale o dalla tecnologia: parte dal componente da produrre e dalle caratteristiche richieste dal progetto.
Perché l’alluminio pressofuso nell’automotive
La riduzione del peso rappresenta uno degli elementi che hanno favorito l’impiego dell’alluminio nella produzione di componenti per automobili, motocicli e altri veicoli.
Ma la leggerezza non è l’unica caratteristica da considerare.
Attraverso la pressofusione è possibile ottenere particolari caratterizzati da geometrie anche complesse, spessori contenuti e una buona ripetibilità tra un componente e quello successivo.
Queste caratteristiche diventano particolarmente interessanti quando il componente deve essere prodotto in quantità significative.
Lo stampo rappresenta infatti un investimento iniziale importante, che deve essere valutato rispetto ai volumi produttivi previsti.
Quando i quantitativi sono adeguati, il costo dell’attrezzatura può essere distribuito sulla serie e la pressofusione può diventare una soluzione industrialmente competitiva.
Carter, scatole, supporti e componenti strutturali
Le applicazioni dell’alluminio pressofuso nella filiera automotive sono numerose.
Carter, scatole di trasmissione, supporti, flange, corpi e altri elementi possono essere progettati per sfruttare le caratteristiche della pressofusione.
In questi componenti la geometria non svolge necessariamente una sola funzione.
Nello stesso particolare possono essere integrate superfici di fissaggio, nervature, sedi, punti di collegamento e altre caratteristiche che, con differenti processi produttivi, potrebbero richiedere più elementi o successive lavorazioni.
La possibilità di ottenere mediante stampo una geometria già molto vicina a quella richiesta rappresenta quindi uno degli aspetti più interessanti della tecnologia.
Dalla forma pressofusa alla lavorazione meccanica
Un componente automotive pressofuso non deve necessariamente uscire dallo stampo completamente finito.
Fori, filettature, sedi, superfici di accoppiamento e altre zone funzionali possono richiedere successive lavorazioni meccaniche per raggiungere le tolleranze indicate dal progetto.
Diventa quindi importante considerare il particolare nel suo intero ciclo produttivo.
La pressofusione realizza la geometria di base e consente di avvicinarsi alla forma finale; le lavorazioni successive intervengono dove precisione, tolleranze o caratteristiche funzionali lo rendono necessario.
Ripetibilità e produzione in serie
Nella componentistica automotive la capacità di riprodurre lo stesso particolare per quantità elevate rappresenta un elemento fondamentale del processo produttivo.
La pressofusione utilizza uno stampo metallico permanente nel quale il metallo fuso viene introdotto e solidificato sotto pressione.
Una volta definito e industrializzato il processo, lo stesso stampo permette di realizzare ripetutamente il componente.
È proprio questa caratteristica a rendere la tecnologia particolarmente interessante per produzioni seriali.
La valutazione deve naturalmente considerare numero dei pezzi, durata prevista della fornitura, complessità dello stampo e lavorazioni successive.
Per piccole quantità altre tecnologie possono risultare più appropriate; con volumi sufficienti, invece, la pressofusione può esprimere pienamente i propri vantaggi produttivi.
Riduzione del materiale e integrazione delle geometrie
Quando un particolare viene ricavato completamente da barra o da blocco, una parte del materiale iniziale viene eliminata attraverso lavorazioni per asportazione.
La pressofusione segue un principio differente: il metallo viene portato direttamente all’interno di uno stampo che riproduce la geometria prevista.
Questo permette di avvicinarsi alla forma finale utilizzando il materiale principalmente dove il componente lo richiede.
La possibilità di realizzare geometrie complesse consente inoltre, in determinati progetti, di integrare nello stesso particolare caratteristiche che altrimenti potrebbero richiedere più lavorazioni o più elementi assemblati.
Anche in questo caso la convenienza deve essere valutata partendo dal disegno e dai quantitativi richiesti.
Dalla meccanica tradizionale alla mobilità elettrificata
La trasformazione dell’automotive sta modificando anche la componentistica.
Accanto alle applicazioni tradizionali dell’alluminio pressofuso, la progressiva elettrificazione dei veicoli introduce nuovi componenti e nuove esigenze progettuali.
Corpi per motori elettrici, involucri per sistemi elettronici, supporti e contenitori destinati ai sistemi di elettrificazione sono già realizzati industrialmente attraverso pressofusione di alluminio.
Questo non significa attribuire automaticamente alla stessa tecnologia ogni nuovo componente del veicolo elettrico.
Significa piuttosto che la pressofusione continua a essere una tecnologia da valutare anche mentre l’architettura del veicolo cambia, grazie alla possibilità di combinare leggerezza, geometrie articolate e produzione seriale.
Emilia-Romagna: entrare nella Motor Valley dalla filiera produttiva
La Motor Valley emiliano-romagnola non è costituita soltanto dai grandi costruttori.
Attorno alle aziende capofiliera opera una rete molto estesa di fornitori specializzati nella produzione di componenti, lavorazioni, sistemi e tecnologie.
È proprio all’interno di questa rete che deve essere valutato il ruolo di un fornitore industriale.
Un’azienda che progetta o produce componenti automotive può avere la necessità di affidare all’esterno una specifica fase produttiva o la fornitura di un particolare a disegno.
La pressofusione di alluminio diventa quindi una tecnologia inserita in una catena più ampia, nella quale progettazione, realizzazione dello stampo, fusione, eventuali lavorazioni meccaniche, controlli e successive fasi di assemblaggio devono essere coordinate rispetto alle caratteristiche richieste dal cliente.
Particolari pressofusi in alluminio da 0,1 a 5 kg
Malossi opera nel settore delle forniture industriali e propone particolari pressofusi in alluminio con pesi compresi tra 0,1 e 5 kg.
I componenti possono essere forniti grezzi oppure finiti di lavorazione meccanica.
Questa possibilità consente di valutare la fornitura non soltanto come produzione del getto, ma anche in relazione allo stato nel quale il componente deve entrare nel ciclo produttivo del cliente.
Per aziende appartenenti alla filiera automotive dell’Emilia-Romagna, questo significa poter sottoporre a valutazione un particolare partendo dalle proprie specifiche tecniche e dal proprio disegno.
Dal disegno alla produzione del componente
La valutazione di un componente pressofuso deve partire dal progetto.
Geometria, lega di alluminio richiesta, peso, quantità, spessori, tolleranze, finiture e lavorazioni meccaniche permettono di stabilire se la pressofusione rappresenti una tecnologia adeguata e come debba essere organizzato il ciclo produttivo.
Malossi può collaborare con i tecnici del cliente anche nella fase progettuale e inserirsi nella catena di fornitura con particolari pressofusi grezzi o completati dalle lavorazioni previste.
Nella Motor Valley, dove grandi costruttori e imprese specializzate convivono all’interno di una filiera articolata, il valore di un fornitore industriale consiste anche nella capacità di comprendere il componente richiesto e individuare il percorso produttivo più coerente.
La pressofusione di alluminio diventa così non semplicemente una tecnologia di fusione, ma una possibile risposta industriale quando progetto, quantitativi e caratteristiche del particolare ne rendono conveniente l’impiego.
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