Dietro l’automazione industriale esiste una meccanica di precisione

Quando si parla di automazione industriale, l’attenzione si concentra spesso sui sistemi di controllo, sui sensori, sull’elettronica e sui software che governano il funzionamento delle macchine.

Ma un sistema automatico non è costituito soltanto da componenti elettronici.

Per funzionare deve integrare elementi meccanici che sostengono, proteggono, collegano e permettono il movimento o l’azionamento di dispositivi differenti.

Alloggiamenti, supporti, corpi di comando, elementi di collegamento e piccoli meccanismi rappresentano una parte importante di questa struttura.

Sono componenti che devono rispettare geometrie definite, dimensioni, condizioni di accoppiamento e caratteristiche funzionali previste dal progetto.

In questo contesto, la pressofusione di zama può rappresentare una soluzione produttiva per determinati particolari metallici a disegno, soprattutto quando è necessario combinare forme articolate, dettagli geometrici e ripetibilità nella produzione in serie.

La zama nella costruzione dei componenti elettromeccanici

La zama è una famiglia di leghe metalliche a base di zinco, contenenti generalmente alluminio e, secondo la composizione, altri elementi di lega.

La pressofusione permette di ottenere componenti introducendo il metallo fuso in uno stampo metallico progettato per riprodurre la geometria del particolare.

Una delle caratteristiche interessanti di questo processo è la possibilità di realizzare forme complesse e dettagli funzionali direttamente nello stampo.

Sedi, nervature, superfici di collegamento e particolari elementi geometrici possono essere integrati nello stesso componente, nei limiti consentiti dalla progettazione e dal processo produttivo.

Questa possibilità può risultare utile nella realizzazione di elementi destinati ad apparecchiature elettromeccaniche, dispositivi di comando e sistemi automatici.

La scelta della zama deve comunque essere valutata in funzione delle condizioni di esercizio, dei carichi, delle temperature, delle tolleranze e delle prestazioni richieste.

Non tutti i componenti di una macchina automatica sono adatti alla stessa lega o alla stessa tecnologia produttiva.

Dal dispositivo completo al singolo particolare metallico

Un’apparecchiatura elettromeccanica è il risultato dell’integrazione di componenti con funzioni differenti.

Alcuni producono o trasmettono movimento, altri controllano segnali, altri ancora sostengono e proteggono gli elementi interni.

Osservando il prodotto dal punto di vista della sua costruzione, emergono numerosi particolari metallici che possono essere valutati separatamente.

Tra le possibili applicazioni della pressofusione di zama, da verificare in funzione delle specifiche tecniche, troviamo:

  • Corpi e alloggiamenti per dispositivi elettromeccanici.
  • Supporti per elementi di comando e azionamento.
  • Involucri metallici per apparecchiature industriali.
  • Elementi di collegamento e fissaggio.
  • Componenti per piccoli meccanismi e sistemi di movimentazione.
  • Particolari con sedi, nervature e geometrie funzionali integrate.

Questi esempi non rappresentano un elenco di prodotti realizzati direttamente da Malossi, ma tipologie di componenti per le quali può essere valutato l’impiego della pressofusione di zama.

Il punto di partenza rimane sempre il disegno del particolare e la verifica della compatibilità con il processo produttivo.

Geometrie articolate e integrazione delle funzioni

Nella costruzione di un dispositivo elettromeccanico può essere utile concentrare più funzioni nello stesso componente.

Un alloggiamento, per esempio, può comprendere superfici di fissaggio, punti di collegamento, sedi per altri elementi e nervature di rinforzo.

Realizzare queste caratteristiche attraverso la pressofusione può permettere di ottenere una parte significativa della geometria direttamente nello stampo.

In determinate condizioni questo approccio può ridurre il numero di componenti separati o alcune operazioni necessarie per ottenere il particolare finito.

Il vantaggio deve però essere valutato considerando la geometria, le quantità e le lavorazioni successive.

La pressofusione non elimina automaticamente la necessità di forature, filettature o lavorazioni di precisione.

Consente piuttosto di progettare il componente considerando fin dall’inizio quali caratteristiche ottenere nello stampo e quali completare successivamente.

Ripetibilità e produzione seriale

L’automazione industriale richiede componenti che possano essere assemblati secondo caratteristiche definite.

Quando un’apparecchiatura viene prodotta in serie, la disponibilità di particolari geometricamente ripetibili contribuisce alla regolarità delle successive fasi produttive.

La pressofusione utilizza uno stampo metallico che permette di riprodurre la forma del componente attraverso cicli produttivi ripetuti.

Questo aspetto è particolarmente interessante quando un particolare viene utilizzato su più esemplari della stessa apparecchiatura o all’interno di una gamma di prodotti.

La convenienza economica deve comunque tenere conto dell’investimento iniziale nello stampo, delle quantità previste e della continuità della produzione.

Non è quindi sufficiente che un componente presenti una forma complessa per considerare automaticamente vantaggiosa la pressofusione.

Occorre valutare l’intero processo industriale.

Pressofusione e lavorazioni meccaniche

Un particolare destinato a un dispositivo elettromeccanico può comprendere superfici che richiedono tolleranze dimensionali specifiche.

Sedi di accoppiamento, fori, filettature e superfici funzionali possono rendere necessarie lavorazioni meccaniche successive alla pressofusione.

In questi casi lo stampo realizza la geometria principale del componente, mentre le lavorazioni completano le caratteristiche che richiedono maggiore precisione.

L’obiettivo è utilizzare in modo complementare le due tecnologie.

Questo approccio può risultare interessante quando si vuole evitare di ricavare interamente dal pieno un componente con geometrie articolate, pur mantenendo la possibilità di completarne meccanicamente le parti funzionali.

La scelta deve essere verificata attraverso una valutazione tecnica ed economica del particolare.

Emilia-Romagna: meccanica, elettromeccanica e automazione industriale

L’Emilia-Romagna è caratterizzata da una forte presenza di imprese attive nella costruzione di macchine automatiche, sistemi meccanici, componentistica industriale e apparecchiature destinate ai processi produttivi.

Il territorio bolognese rappresenta uno dei riferimenti italiani per la progettazione e la costruzione di macchine automatiche, mentre altre aree regionali presentano competenze consolidate nella meccanica e nell’elettromeccanica.

All’interno di questa struttura produttiva, le imprese che costruiscono macchine e dispositivi possono utilizzare componenti provenienti da fornitori specializzati in differenti tecnologie.

Alcuni particolari vengono ricavati mediante lavorazioni meccaniche, altri attraverso stampaggio, fusione o pressofusione, in funzione delle caratteristiche richieste.

La pressofusione di zama può inserirsi in questa filiera per componenti compatibili con le proprietà del materiale e con le caratteristiche del processo.

Il collegamento con il territorio non riguarda quindi la produzione di macchine automatiche complete da parte del fornitore.

Riguarda la possibilità di realizzare particolari metallici a disegno destinati alle imprese che costruiscono apparecchiature e sistemi industriali.

Quando scegliere la zama invece dell’alluminio

Nella produzione di componenti metallici, la scelta tra zama e alluminio non dipende soltanto dalle dimensioni del particolare.

L’alluminio viene spesso impiegato quando sono importanti la riduzione del peso, la dissipazione termica e determinate caratteristiche strutturali.

La zama presenta invece caratteristiche interessanti quando il progetto richiede dettagli geometrici definiti, forme articolate e buona riproducibilità attraverso la pressofusione.

La maggiore densità della zama deve essere considerata quando il peso del componente costituisce un requisito importante.

Anche temperatura di esercizio, carichi e condizioni ambientali possono influenzare la scelta.

Per questo motivo non esiste un materiale universalmente migliore.

Esiste il materiale più adatto alle funzioni che il componente deve svolgere e alle condizioni nelle quali sarà utilizzato.

Nel settore elettromeccanico, questa distinzione è particolarmente significativa perché all’interno della stessa apparecchiatura possono convivere componenti in alluminio, zama, acciaio e altri materiali.

Dalla progettazione dello stampo all’industrializzazione

La produzione mediante pressofusione richiede una valutazione preliminare del componente.

Geometrie, spessori, punti di alimentazione, estrazione del particolare, tolleranze e lavorazioni successive devono essere considerati nella progettazione dello stampo.

Anche i quantitativi previsti influenzano la scelta del processo.

L’investimento nell’attrezzatura deve infatti essere rapportato alla produzione attesa e alle caratteristiche del componente.

Un particolare destinato a essere riprodotto in serie può presentare esigenze differenti rispetto a un elemento prodotto occasionalmente in pochi esemplari.

La collaborazione tra il progettista dell’apparecchiatura e il fornitore del componente può quindi contribuire a individuare una soluzione produttiva coerente con le necessità industriali.

Particolari pressofusi in zama da 0,1 a 2 kg

Malossi propone particolari pressofusi in zama con pesi compresi tra 0,1 e 2 kg, fornibili grezzi oppure finiti di lavorazione meccanica.

Per le imprese dell’Emilia-Romagna attive nell’elettromeccanica e nell’automazione industriale, questa capacità può essere valutata nella realizzazione di componenti a disegno compatibili per peso, geometria e quantità con il processo produttivo.

Alloggiamenti, supporti, corpi di comando e altri particolari funzionali possono rappresentare applicazioni da approfondire sulla base delle specifiche del cliente.

La disponibilità di particolari grezzi o lavorati permette di considerare differenti esigenze di fornitura, in funzione dello stato nel quale il componente deve entrare nelle successive fasi di assemblaggio.

Dal disegno alla fornitura industriale

Il punto di partenza è sempre un’esigenza produttiva concreta.

Un costruttore di apparecchiature elettromeccaniche può avere necessità di realizzare un componente con geometrie definite, caratteristiche ripetibili e superfici funzionali da completare mediante lavorazione meccanica.

La scelta della pressofusione di zama richiede di valutare il disegno, il materiale, il peso, i quantitativi, le tolleranze e le condizioni di utilizzo.

Malossi può inserirsi in questo percorso come fornitore industriale di particolari pressofusi a disegno, nei limiti delle caratteristiche produttive dichiarate.

Non si tratta di produrre il dispositivo elettromeccanico completo, ma di contribuire alla sua realizzazione attraverso uno dei componenti che lo costituiscono.

Dietro una macchina automatica non ci sono soltanto elettronica e software. Ci sono anche componenti meccanici che devono essere progettati, prodotti e assemblati.

Ed è proprio in questa parte della filiera industriale che la pressofusione di zama può trovare applicazione.

————————————–